domenica 29 aprile 2018

MODA LOW COST: SAPER ACQUISTARE E MIXARE PER UN RISULTATO HIGH FASHION




Orami penso che lo abbiano capito tutti: lo  stile non dipende dalla possibilità economica,  la classe e  il saper vestire fortunatamente non sono  in vendita,  l’originalità  fa parte del proprio DNA come l’altezza ed  il colore degli occhi.
Quante volte abbiamo perso la testa per quell’abito costosissimo di Valentino, Balenciaga & Co., per poi ripiegare sulla versione   Zara di turno? Non si contano. Ma spendere poco per vestirsi ed esibire i capi facendoli sembrare usciti dalle boutique non è poi così difficile,  moltissimi vip lo insegnano ( per esempio  Olivia Palermo),   indossare un abitino acquistato a pochi euro in un mercatino  o in un grande magazzino e renderlo  glam,  è una soddisfazione immensa.
Resta inteso che, nella stragrande maggioranza dei casi, i capi più costosi sono quelli migliori, quelli che resistono di più al tempo e possiedono una vestibilità migliore, lungi da me l’idea di portarli allo stesso livello di quelli low price, tuttavia,  quando non si ha a disposizione una carta di credito con budget illimitato, la mossa vincente è saper  scegliere e mixare i capi economici a quelli più belli e pregiati.
 Sono soprattutto  gli accessori a fare la differenza. Una cintura particolare e griffata, una bella borsa senza tempo  (anche se  costa 10 volte più dei pantaloni), saranno in grado di trasmettere valore anche al resto dell’outfit.  Attenzione soprattutto alle  scarpe, quelle cheap non perdonano! Se c’è una cosa a cui è conferito il potere  di far scadere in basso anche l’abito più costoso, sono proprio le calzature di pessima qualità, oppure invecchiate male, non curate, sporche o spelacchiate. Un bel sandaletto  o una scarpa d’alta moda  scelti con gusto, solleveranno  il “morale” anche al pantalone più anonimo.
Il mio consiglio è quindi di investire su accessori più ricercati, è cosa certa  che la spesa  verrà  ammortizzata. Un accessorio di qualità, oltre ad essere obbiettivamente più bello,   invecchia sempre egregiamente ( alcuni addirittura  mai)  ed   è meno sensibile alle mode che cambiano,   tanto di  camicie a righe o pantaloni a sigaretta nell’armadio ne avrete tantissimi, quindi economizzare per investire, ottenendo il massimo del risultato.
Eccovi qualche consiglio guida su come acquistare nei negozi  o bancarelle low price:
Il fitting è importante
Molto spesso  i capi di abbigliamento low cost hanno una vestibilità scarsa, non si appoggiano al corpo come dovrebbero e donano  un aspetto sgradevole al look. È importante quindi, provare prima il capo:  la  taglia deve essere quella giusta per evitare troppe   pieghe o strizzamenti  antiestetici. L’abito deve vestire bene, i pantaloni non devono lasciare rigonfiamenti,  camicie e  t-shirt devono essere della giusta lunghezza e larghezza.
 No alle tinte sgargianti
Ricorda che  più vistoso è il colore  e meno è bello, e  inoltre è più  notabile la fattura, il punto debole di ogni capo low cost. Meglio quindi puntare su abiti dalle tinte neutre: nero, bianco, beige, cipria, denim. Una nuance raffinata rende subito più elegante anche l’accessorio o il vestito più cheap.
Attenzione  ai colori scuri dei capi low cost, perché tendono a sbiadire in fretta,  cercate di lavarli sempre a temperature basse;  stenderli e stirarli al contrario, così da preservare meglio il colore. Le tinte chiare invece, tendono a resistere meglio, naturalmente non sono immortali, i capi economici , già dopo i primi  lavaggi, tendono a perdere  le caratteristiche originali di quando li avevate acquistati.

Sostituire i bottoni.
I  bottoni sono importantissimi, specialmente  in un capospalla,  in quelli  low cost  sono più o meno semplici,  e in questo caso meglio così, ma spesso e volentieri  se ne trovano di  davvero brutti,  di bassissima qualità, e saltano subito all’occhio: basta sostituirli, con un po’ di buon gusto in merceria se ne trovano di sfiziosi, oppure si potrà  staccarli  da altri capi ormai fuori uso,   per far sì che quel blazer sembri uscito da un negozio  di Armani anziché dagli scaffali di Mango.
 Prediligere le forme appuntite
Tutto ciò che ha una forma ben definita e geometrica ha il potere magico di sembrare subito più costoso. Stampe optical, décolleté a punta, borse squadrate, jeans dal taglio dritto sono i capi e gli accessori low cost su cui puntare per sembrare high fashion.
Occhio ai tessuti
Il tessuto è il biglietto da visita: non scegliete mai il poliestere, a meno che non sia di ottima fattura, liscio e senza increspature. Meglio orientarsi sulla viscosa, la famosa seta artificiale che resta fresca addosso e ha un aspetto più curato e meno dozzinale. Altri tessuti  da scegliere potrebbero essere quelli misti, con la presenza  di lino, cotone, elastam, in percentuale  variabile. Il pizzo è bello ma, quello cheap,  se non è curato si nota subito ed è davvero molto brutto: prima di acquistarlo, dunque, controllate che sia ben ricamato. Anche le trasparenze in finto chiffon danno l’idea di cheap: valutate bene i capi con  questi inserti. Infine, perfetta l’ecopelle di qualità, ma controllatela accuratamente prima di acquistare una borsa o una giacca: il rischio che la superficie si sbricioli e dobbiate buttare via tutto dopo poche settimane è molto alto.
Fodere e trasparenze
Prima di acquistare un abito, una gonna, un pantalone,  una camicia o una t-shirt controllate che non sia troppo trasparente , a meno che non la vogliate proprio così. I capi low cost, infatti, non sempre hanno delle fodere a rinforzo del tessuto; il cotone non dà generalmente problemi di questo tipo, la viscosa sì: se scelta scura non ci saranno sorprese, maggior attenzione  ai colori pastello chiarissimi e al bianco
Applicazioni e ricami: le paillettes opalescenti, fiorellini in stoffa  spiegazzati,  mai scegliere qualcosa che abbia troppe applicazioni e che siano così visibilmente cheap.  Meglio un capo basic o, se siete brave nel ricamo e nel cucito,  un capo che potrete personalizzare voi stesse. Se adocchiate un   capo che  vi piace davvero tanto e trovate che  l’unico difetto sia l’applicazione dozzinale, controllate se è possibile scucirla senza lasciare buchi sul tessuto. Se l’applicazione è incollata, lasciate stare,  l’alone dell’adesivo è quasi  impossibile da eliminare. Anche i volant e le rouches possono dare un’idea di pacchiano: sceglietele sottili e non troppo numerose.
Stretch & Co.
Il tessuto stretch low cost è   tanto brutto  quanto il poliestere di bassa qualità. Leggings, tubini, maglie e altri capi in generico tessuto aderente, solitamente poliestere ed elastam, non solo non lasciano traspirare la pelle, ma danno immediatamente l’idea di kitsch. Meglio lasciar perdere.
No tassativo  alle imitazioni: mai acquistare un capo contraffatto e mai un’imitazione low cost. Una Louis Vuitton vale solo se è un’originale. Che senso ha  spendere pochi euro per un’imitazione illegale o per una borsa che le somigli nella stampa?....nessuno!  Meglio un prodotto  originale e carino nella sua semplicità piuttosto che  pacchiane imitazioni cheap.







mercoledì 18 aprile 2018

VOGUE ITALIA, LA REDAZIONE VISTA DA VICINO



Uno spettacolo per gli occhi e per l'anima, gli uffici della redazione di VOGUE Italia sono un vero concentrato di stile, e ieri io ho avuto l'onore ed il piacere di essere ospitata. Arredati da grandi Architetti di importanza internazionale: Mario Bellini, Michael Bargo, Antonio Citterio, Patricia Viel, Sabine Marcellis ed altri. Sono stanze elegantissime e tutte dotate di angolo relax, ambienti a cavallo tra uno studio ed un launge. Voglio condividere con voi ciò che ho visto ieri. L’ufficio del Direttore Emanuele Farneti, la sala riunioni, l’uffico del direttore creativo, la stanza dei grafici, l’archivio, l’ufficio del Beauty Editor e la stanza VOGUE TALENTS. In fine anche un meraviglioso salone adibito a guardaroba di redazione, dove si tengono abiti ed accessori per i servizi fotografici.....li mostro anche a voi, seguitemi!!



































venerdì 16 marzo 2018

TENDENZE MODA PRIMAVERA ESTATE 2018





Niente di nuovo! La certezza per quanto riguarda la moda primavera estate 2018 è che non esiste nessuna nuova tendenza.  La  minestra riscaldata  si sa,  non è mai   buona, eccetto per quanto riguarda la moda, specialmente in tempo di crisi,  quando il riciclaggio è cosa giusta e  saggia. Terremo da conto tutto ciò che abbiamo acquistato con i saldi e i capi dell’anno scorso, tanto  le forme i colori ed i volumi sono sempre i soliti, cioè i  ripescaggi degli anni ‘80 e ‘90. Non c’è quindi da meravigliarsi se marchi  come Prada;  Versace e Dolce & Gabbana, hanno trasformato in business la compassione e la nostalgia dei loro gloriosi anni ’90,  riproponendo al pubblico sempre più disorientato,  esattamente gli stessi capi fatti sfilare allora (forse qualche bottone o cucitura  spostati qua e là…),  rimarcando sempre di più, la totale mancanza di idee e l’inesistente voglia di rischiare.
 L’errore di dissonanza è la nuova regola, da personalizzare a proprio piacimento. La parola chiave, dei brend che più di tutti dettano legge in fatto di tendenze  è:  “dissacrare” . I sogni che la moda ci ha regalato nei tempi passati,  pare che resteranno ancora  in disparte,  a vantaggio della consacrazione  sull’altare del  fashion, di  tutta la sciatteria che alberga  in ognuno di noi.
Parlando dei colori, il giallo non vuole proprio abbandonarci, anzi, diventa più ardito, declinandosi nelle sfumature più acide tendenti  al verde  come il lime Punch,  ed il Meadowlark,  che si avvicina all’ocra. Uno dei colori più presenti sarà il viola, più precisamente Ultra  Violet, decretato da Pantone  colore 2018.  Prestate   molta attenzione nel caso in cui decideste di indossarlo, maneggiatelo con molta cura, si tratta di un colore difficilissimo da abbinare e non sta bene a tutti.  Nella prossima stagione calda ci sarà posto anche  per il marrone, per il bianco latte, il Cherry Tomato, che è una via di mezzo tra rosso e arancio. Per restare sul classico, non mancheranno il blu, il beige ed il rosa.
Ma vediamo un po’ quali sono gli elementi più presentati sule passerelle di Milano, Parigi Londra e New York:

IMPERMEABILI: C’è solo da sperare che la prossima stagione sia piovosissima,  perché le reinterpretazioni delle giacche antipioggia sono innumerevoli e  davvero per tutti i gusti, dal più sportivo  al super classico,  nessuno escluso. Leggeri e fluttuanti come quelli di Burberry , oppure più rigidi  in PVC,  completamente trasparenti, come quelli proposti da Chanel;  Balmain e Valentino. Ma non solo giacche, anche  stivali,  abiti, gonne e pantaloni  water resistent.
STAMPE: da capo a piedi, accessori compresi. I mix di disegni tengono  più che mai la scena agli outfit. Un tripudio di  stampe di  ogni tipo sulle passerelle un po’ di tutti i brand.  Prada propone quella   a  fumetti, Balenciaga copre di banconote le sue modelle,  Dolce & Gabbana  stampa su i suoi abiti  le carte da gioco. Donatella Versace riesuma le vecchie stampe pop  multicolor, compreso il volto di Marilyn Monroe,  volute più di vent’anni fa dal suo esimio fratello Gianni, e  che  ottennero , neanche a dirlo,  tanto  consenso dal pubblico e dalle riviste di settore.
 LETTERING E LOGHI:   messaggi  impressi  come tatuaggi sugli abiti e accessori.  Loghi a profusione, questa mania  anni ’90 non risparmia nessun capo, dalle t-shirt ai capispalla alle borse e scarpe, vedi  Fendi; MSGM; Gucci;  Morello e tanti altri.   Ricercatissimo il classico full logo di Dior. Una tendenza da soddisfare anche  attingendo dai  pezzi nei negozi vintage.
TRASPARENZE: organze, tull e chilometri di chiffon nelle variati opache o lucidissime. Le trasparenze lasciano intravedere, anche se il termine corretto sarebbe “vedere”, e anche chiaramente, la pelle nuda di gambe, pancia e braccia.  La lingerie  per l’occasione  diventa molto casta  e minimale , come culotte e brassiere.
ANIMALIER:  innumerevoli versioni differenti,  micro o macro, dai serpenti alle zebre e giaguari, colorati o nei toni naturali, sapientemente abbinate ad altre fantasie. Tra i tanti spiccano Chloé; Ferragamo;  Prada; Gucci.
SPORTY-CHIC: pezzi  ispirati agli outfit da palestra, riutilizzati per tutte le occasioni, indossati  anche  sugli  abiti da sera,  Valentino; Louis Vuitton;  Haider Ackermann.
ASIMMETRICO: forse l’unico  trend  un pochino più “nuovo” visto sulle passerelle di questa stagione. Capi che ne uniscono due molto differenti in uno solo. Come se, non sapendo  decidere quale capo indossare, si optasse, alla fine,   per tutti e due (….non so se ho reso l’idea).Top in pizzo che si  uniscono a camicie, pantaloni da sera a destra e jeans a sinistra come per Alexander Wang,  tailleur pantaloni abbottonati ad abiti plissè da Gabriele Colangelo. Ma anche semplicemente monospalla, ed orli obliqui.
CHECK: anche la fantasia invernale per eccellenza, si  alleggerisce   per la  stagione calda, in colori chiari o nel classico  bianco e nero. Compaiono gli scozzesi  su trame leggerissime nelle sfilate di Alexander McQueen;  Balenciaga, Hermès, Miu Miu; Dries Van Noten.
PIUME:   a ciuffi;  fili; orli e ricami, le piume vengono  aggiunte su abiti ed accessori in colori diversi, da Alberta Ferretti, Céline;  Maison Margilela. Molto belli gli stivali interamente ricoperti di svolazzanti piume nere  di Saint Laurent.
GLITTER: ancora outfit scintillanti, che siano paillettes, cristalli, lurex  o specchietti, i look per brillare nella primavera estate 2018 sono infiniti.  Giorgio Armani; Paco Rabanne e  N.21 ce li propongono direttamente con il  tessuto paillettes. Look colorati e semitrasparenti come per il lurex di Chloé;  Missoni;  Dior. Migliaia di cristalli per i mini dress di Dolce e gabbana; Marco De Vincenzo e Tom Ford.

Non mancano  le ormai ultra collaudate frange, i tessuti lucidi tipo il raso, oppure il vinile, nero o colorato non importa. Le spalle sono sempre  imponenti. Le lunghezze di gonne e abiti scivolano di parecchio sotto il ginocchio.
 Gli accessori iconici sono  il turbante  e le larghe fasce per capelli, in cotone colorate da  portate in spiaggia,  fino alle  sofisticate fantasie stampate su tessuti  in satin, impreziositi da applicazioni gioiello, per le serate più glam. Il foulard vintage annodato al collo, il chocker  e le spille colorate.  Le borse più di tendenza restano sempre:  il marsupio, ribattezzato  “waist bag”;  gli zaini e le tracolle.
I miei consigli sono sempre gli stessi, acquistate e indossate solo ciò che vi valorizza. Ricordate che la donna di stile non è mai una  fashion victim  ma  una persona  che con la moda è capace di  scendere  a patti.



VALENTINO